Dediche
Bizzarrie e irrazionalità dei sentimenti umani
Confidenze capricciose “La delicata forza della Pittura”
La favola dell’uomo descritta attraverso la poetica delle immagini. Ama definirli così i suoi “capricci” il maestro Antonio Sarnelli. Dieci tele offerte all’arte in un periodo dove l’evasione e i giochi irrazionali degli adulti sono stati raccontati con molta delicatezza e altrettanta forza espressiva. Pitture, dove si scorge una debole ombra felliniana, raccolte in un unico stile incantato. Osservarle significa predisporre l’animo a farsi trasportare in una l’incongruenza dei popoli moderni, l’intima solitudine di ogni persona. Non c’è giudizio in chi . osserva dall’alto ma solo il tentativo di voler capire senza giudicare. ”È un mondo fiabesco – spiega il maestro Sarnelli -ma con raccapriccio che mi ha divertito molto raccontare con colori forti, allegri, tratti intensi e giochi di luce. I miei capricci. Alcuni li hanno trovati scioccanti ma credo che sia per la prepotente attenzione che esigono da parte di chi li ammira. In realtà è un bizzarro tentativo di dominare e vincere la sottile e profonda malinconia che s’impone nella mia anima ogni volta che mi sorprendo a pensare alla complessità dei rapporti umani”. Un’emozione intensa si vive nello scoprire le profonde irrazionalità della “Capriola” dove un uomo senza età, non si scorge il volto, si racchiude in posizione fetale in cerca di ancestrali sensazioni È compromesso della vita quotidiana, che compiepiroetta liberatoria nell’aria come un gioco inconsapevole. Un istante sospeso nel tempo, senza passato né futuro ma soltanto un momento bloccato nell’eterno e quindi distaccato dalla tragedia che si sta per compiere da lì a pochi istanti: La caduta su massi appuntiti. Oltre i confini del sapere, in una costante ricerca di equilibrio emotivo, è il nostalgico pagliaccio venuto dall’infinito e in volo verso l’ignoto. Una lunga pertica, senza appoggi ma dall’inconfondibile stile circense, ci racconta che il suo è un viaggio iniziato tanto, tanto, tanto tempo fa ed è forse interminabile. Come la vita intima e profonda dell’animo umano è continuamente assetata di sapere così è il nostro uomo venuto dal mare. “Un elemento importante non sfuggirà a chi ama comprendere l’arte – aggiunge il maestro Sarnelli -il piccolo pianeta, la strana luna diurna o forse il sole che si ripete in alcuni dei miei quadri come nel ”Tentativo” o nella “Evasione”. Potrebbe essere un astro, un altro mondo lontano o la fonte delle nostre energie e del nostro vivere che illumina, riscalda e nutre la terra. E’ il segno di una presenza costante, sempre al fianco dell’uomo in ogni istante della sua vita. È perfetta e meravigliosa. Così rassicurante persino nell’attimo estremo di un dramma vissuto. È la presenza, la luce, che dona significato non solo alla mia arte ma alla mia stessa vita”. grande giostra di sentimenti, un viaggio interiore, per scoprire il piacere della meraviglia infantile mai dimenticata dagli occhi di un bambino cresciuto. Ci si sorprende così ad ammirare l’infinito volare dell’uomo abbracciato ad una piuma. Sfreccia nel cielo avvolto da una grande tunica arancio ma non guarda avanti a sé, al futuro, verso la sua destinazione. Il volto è attento nell’osservare ciò che sorvola: La realtà. di Carla Macrellino
I “capricci” di A.R. Sarnelli Vengono dei momenti nella vita in cui, ciascuno di noi, prende la decisione di non essere più serio, di non sentirsi più in armonia con la propria storia, in altre parole di non fare quello che gli altri si aspettano che noi facciamo; tutto sommato il momento in cui da adulti ci concediamo il piacere del gioco, entriamo, a parer nostro, nel mondo dei bambini. Allora percorriamo, sulle ali del piacere, le strade di un creato fantastico, ci fermiamo ad osservare paesaggi compiacenti presumendo di modellarli a quel che il nostro desiderio propone, nella trasgressione apparente dei canoni delle scienze e della storia. Oppure ci fermiamo in uno spazio immaginario plasmando oggetti che, per armonia con lo spazio, sembrano anch’essi immaginari nella ricerca di un equilibrio formale e cromatico con la luce di cui esso è pervaso. di Enza Tuccillo
La “libertà e creatività” nella pittura di A.R.Sarnelli Le opere sono permeate della conoscenza del passato, e questo stesso vi assume l’aspetto, la forma di proposta significante di un concetto di libertà, intesa come reazione, quasi meccanica, agli stimoli percepiti. Le stesse forme così presenti nella realtà quotidiana sono evidenze oculari, tanto più incisive, per il magistrale uso del colore, di percezioni archetipi, la cui persistenza fornisce la coscienza della contingenza dell’essere. Contemporaneamente la collocazione spaziale, creando nuove dimensioni per gli oggetti, realizza il trasbordo della coscienza verso orizzonti che superano la contingenza dell’essere. Lasciano intravedere prospettive future di trasmutazione trascendente. Un simile viaggio dell’intimo, percepito ai limiti della coscienza, lascia alle spalle la problematica, superando senza fatica, col motore del bisogno di benessere spirituale, il vissuto storico e con la memoria si orienta verso l’aspirazione a convinzioni immanenti più escatologicamente mistiche. di Enza Tuccillo, 1996.